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L’edilizia 2027 si prepara ad affrontare una nuova fase, partendo da un quadro ancora dinamico, ma profondamente diverso dagli anni della forte espansione sostenuta da Superbonus, PNRR e altri incentivi.
I dati disponibili nel 2026 mostrano un mercato che continua a muoversi, sostenuto soprattutto dagli investimenti pubblici e dalle infrastrutture, ma anche caratterizzato da costi ancora rilevanti e da una maggiore selettività.
Per le imprese di costruzione, quindi, la domanda non è soltanto quante nuove opportunità arriveranno nel 2027, ma anche:
come gestire una maggiore complessità senza perdere il controllo di tempi, costi, risorse e margini?
È proprio da qui che può partire la sfida per il prossimo anno.
Gli ultimi dati disponibili confermano che l’attività nel comparto delle costruzioni non si è fermata.
A maggio 2026, secondo Istat, la produzione nelle costruzioni è rimasta invariata rispetto ad aprile e ha registrato una crescita del 2,9% rispetto a maggio 2025. Nei mesi precedenti la dinamica era stata altalenante: a marzo la produzione aveva registrato una flessione congiunturale dello 0,7%, mentre ad aprile era tornata a crescere dello 0,3%.
Anche il quadro della fiducia mostra un’evoluzione interessante. Dopo il calo registrato a luglio, quando l’indice di fiducia delle imprese delle costruzioni era sceso da 101,6 a 96,8, ad agosto è risalito a 102,9, tornando quindi sopra il livello di luglio.
Non significa che il mercato sia privo di criticità. Significa piuttosto che le imprese continuano a operare in un contesto nel quale esistono opportunità, ma nel quale diventa sempre più importante saperle gestire.
Uno dei principali elementi da osservare in vista del 2027 è il peso degli investimenti pubblici.
Secondo ANCE, la previsione per il 2026 indica una crescita degli investimenti in costruzioni del 5,6%, sostenuta in particolare dalle opere pubbliche (+12%), mentre per la riqualificazione abitativa è previsto un recupero più contenuto, pari al 3,5%. ANCE sottolinea inoltre come questa dinamica sia legata anche alla fase finale di attuazione degli interventi PNRR.
Il tema non riguarda soltanto il 2026. La programmazione infrastrutturale si estende infatti anche agli anni successivi: già nella programmazione del Ministero delle Infrastrutture sono presenti risorse destinate al periodo 2027-2030 per infrastrutture ferroviarie, trasporto pubblico, strade e manutenzione.
Il 2027, quindi, non parte da zero: si inserisce in una fase nella quale una parte della domanda continuerà a essere legata a opere pubbliche, infrastrutture e programmi di investimento pluriennali.
È qui che il quadro diventa più interessante.
Il CRESME, nel suo 40° Rapporto Congiunturale e Previsionale “Il mercato delle costruzioni 2026-2029”, parla esplicitamente di un possibile cambio di fase per il settore.
Dopo la crescita eccezionale sostenuta da superincentivi, PNRR e dalla forte attenzione alla casa, il mercato si trova davanti alla progressiva riduzione di alcuni dei principali fattori che lo hanno spinto negli ultimi anni. Il rapporto evidenzia inoltre l’incertezza legata ai costi dell’energia, all’inflazione e alle materie prime.
Questo non significa necessariamente che il 2027 sarà un anno di contrazione generalizzata. Significa che le condizioni che hanno caratterizzato la crescita precedente non possono essere date per scontate.
Per le imprese diventa quindi ancora più importante riuscire a controllare ciò che dipende direttamente dalla propria organizzazione.
Una nuova commessa rappresenta un’opportunità.
Ma ogni nuova commessa porta con sé anche nuove attività, persone, fornitori, documenti, scadenze, autorizzazioni, costi e decisioni.
Quando le commesse aumentano, aumenta anche il numero di informazioni che l’impresa deve gestire contemporaneamente.
E qui emerge un problema molto concreto:
quanto è facile perdere il controllo quando i dati sono distribuiti tra Excel, e-mail, documenti, software diversi e comunicazioni interne?
Il rischio non riguarda soltanto l’organizzazione. Informazioni non aggiornate possono rallentare le decisioni. Processi non standardizzati possono generare errori.
Costi non monitorati possono incidere sui margini. Scadenze non presidiate possono trasformarsi in problemi operativi.
In questo scenario, prepararsi all’edilizia 2027 significa soprattutto rafforzare la capacità dell’impresa di controllare processi, persone, costi e informazioni.
Non basta sapere quanto vale una commessa.
È necessario conoscere come stanno evolvendo costi, ricavi e margini durante il suo svolgimento, così da poter intervenire prima che uno scostamento diventi difficile da recuperare.
Quando un’impresa gestisce più progetti contemporaneamente, avere una fotografia aggiornata dello stato delle attività diventa fondamentale.
Quali attività sono in ritardo?
Quali scadenze si avvicinano?
Quali risorse sono impegnate?
Dove si stanno verificando criticità?
Le risposte devono essere disponibili senza dover ricostruire manualmente le informazioni.
Una commessa coinvolge numerosi soggetti e funzioni.
Il problema non è soltanto sapere cosa deve essere fatto, ma anche chi deve farlo, entro quando e secondo quali condizioni.
Processi e responsabilità chiari riducono le sovrapposizioni e rendono più semplice intervenire quando qualcosa non procede secondo quanto previsto.
Ogni impresa ha il proprio modo di lavorare.
Per questo digitalizzare non significa imporre a tutti lo stesso processo.
Significa poter trasformare le procedure aziendali in flussi operativi configurabili, con attività, responsabilità, approvazioni, documenti e notifiche coerenti con il modo di lavorare dell’impresa.
Raccogliere dati non è sufficiente.
Il valore arriva quando quei dati permettono di capire cosa sta succedendo e, soprattutto, quando intervenire.
Dashboard, indicatori, report e Business Intelligence possono trasformare le informazioni della commessa in uno strumento concreto di controllo.
La digitalizzazione della gestione delle costruzioni non dovrebbe limitarsi a sostituire uno strumento con un altro. Il vero obiettivo è collegare dati, persone e processi.
Un documento dovrebbe essere disponibile nel punto del processo in cui serve.
Un’attività dovrebbe essere assegnata alla persona responsabile.
Una scadenza dovrebbe generare un alert.
Un’approvazione dovrebbe essere tracciata.
Un dato economico dovrebbe poter essere collegato all’avanzamento della commessa.
In altre parole, il software non dovrebbe limitarsi a registrare ciò che è successo, ma aiutare l’organizzazione a gestire ciò che deve succedere.
È proprio qui che i workflow assumono un ruolo strategico.
Un workflow permette di trasformare un processo aziendale in una sequenza strutturata di attività, responsabilità e condizioni.
Per esempio:
Attività → Responsabile → Documento → Approvazione → Scadenza → Alert → Prossimo passaggio
In questo modo il processo non rimane soltanto descritto in una procedura interna, ma diventa parte del modo concreto con cui l’impresa lavora.
Per aziende che gestiscono molte commesse contemporaneamente, questo significa poter rendere più ordinati e tracciabili processi che altrimenti rischiano di dipendere eccessivamente dalla comunicazione manuale.
È questa la direzione verso cui si sta muovendo la gestione digitale delle costruzioni: non una collezione di strumenti indipendenti, ma un ambiente nel quale le diverse informazioni della commessa possono essere collegate.
È il principio alla base di Planybuild, la piattaforma sviluppata per centralizzare la gestione delle commesse e dei processi aziendali.
All’interno di un unico ambiente è possibile collegare:
Workflow e processi configurabili;
Dashboard per monitorare le commesse;
Gantt per pianificazione e risorse;
Controllo economico e marginalità;
CRM e gestione commerciale;
Fornitori e attività di approvvigionamento;
SAL e avanzamento della commessa;
Documenti e informazioni di progetto;
Business Intelligence e indicatori.
L’obiettivo non è semplicemente avere più strumenti.
È fare in modo che le informazioni generate durante la vita della commessa possano alimentare lo stesso sistema di controllo.
Il 2027 non può essere previsto in ogni dettaglio.
I dati disponibili, però, raccontano già una cosa: il settore delle costruzioni continua a presentare opportunità, mentre il contesto sta diventando più complesso e meno dipendente dai grandi incentivi che hanno caratterizzato gli anni precedenti.
Per le imprese, questo significa concentrarsi sempre di più su ciò che possono governare direttamente:
processi, costi, tempi, risorse, informazioni e decisioni.
La digitalizzazione, in questo scenario, non è soltanto una scelta tecnologica.
Può diventare uno strumento per mantenere il controllo mentre aumenta la complessità delle commesse.
E per un’impresa che vuole crescere, questa può essere una delle sfide più importanti da affrontare nel prossimo futuro.
Non è possibile definire oggi una previsione certa sull’andamento complessivo del mercato. Le fonti disponibili indicano però che il 2027 si inserirà in una fase di transizione, con il progressivo esaurimento di alcuni fattori straordinari che hanno sostenuto il mercato negli ultimi anni e una persistente rilevanza degli investimenti infrastrutturali e pubblici.
Tra le principali sfide ci saranno il controllo dei costi e dei margini, la gestione di più commesse contemporaneamente, il coordinamento delle risorse, la standardizzazione dei processi e la capacità di prendere decisioni sulla base di dati aggiornati.
Digitalizzare permette di centralizzare informazioni e processi, ridurre la frammentazione tra strumenti diversi, assegnare responsabilità, monitorare attività e scadenze e disporre di dati aggiornati per il controllo della commessa.
È un flusso strutturato che definisce attività, responsabilità, condizioni, approvazioni e passaggi necessari per portare avanti un processo. In una piattaforma gestionale può essere configurato e monitorato durante l’esecuzione.
Una gestione strutturata può integrare strumenti per pianificazione, workflow, controllo economico, gestione documentale, fornitori, SAL, CRM, dashboard e Business Intelligence, evitando che le informazioni rimangano distribuite tra sistemi separati.
Sì. Planybuild è progettato per centralizzare processi e informazioni e consentire alle imprese di gestire più commesse mantenendo una visione complessiva delle attività, delle risorse e degli indicatori di progetto.